Caro nonno,
Io lo so che sei qua, sempre, in ogni momento, che non mi abbandoni mai; ma mi manchi, mi manchi infinitamente. Mi manca giocare a carte con te, mi manca raccontarti le mie giornate e le mie disavventure, mi manca andare per boschi, mi mancano i dolci che ci preparavi, mi manca andare a comprare la coppa del nonno e i pasticcini a funghetto, solo perché piacevano a te. Mi manca sentirti urlare “amooore” alla nonna, solo perché volevi darle un bacio e la volevi li, seduta accanto a te. Mi manca il tuo sorriso genuino, le tue battute sarcastiche ed il tuo accento romano. Mi manca vederti ridere quando nonna si arrabbiava perché la prendevi in giro, mi manca venire da te e sedermi accanto a te, anche senza dirsi nulla. Mi manca la tua passione irrefrenabile per la Juve, mi mancano le tue esultanze ad ogni goal, mi manca farti foto buffe che tu stesso volevi che ti facessi, mi manca aiutarti ad imparare ad usare tablet e telefono perché si, eri un uomo d'altri tempi, ma la modernità ti incuriosiva da impazzire. Mi manca persino l'ultimo periodo, tu eri allettato e io, finita la giornata in università, venivo a tenerti compagnia, a darti le medicine, un po’ d'acqua e ad insistere perché dovevi mangiare per tornare forte, rimetterti in piedi e tornare a giocare a scala quaranta con me, mia sorella e i miei cugini. Non sono stata la nipote perfetta, nessuno è perfetto, ma ho cercato di fare del mio meglio e di farti sorridere fino all'ultimo giorno in cui ti ho visto, che poi non sapevo che sarebbe stato l'ultimo, altrimenti mica sarei andata via.
Mi manchi nonno, infinitamente, ogni giorno di più e vorrei averti ancora qua. Sono sicura che un giorno ci riincontreremo e ti prometto che ti abbraccerò in eterno.
Tua, Chiara.








